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Sabina
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top
La mwdaSabina è una mwdqregione storico-geografica dell'mwdgItalia centrale, storicamente da considerarsi come la terra abitata dai mwdwSabini, da cui prende il nome, popolazione preromana indoeuropea di ceppo mweaosco umbro, geograficamente posta tra mweqUmbria, mwegLazio e mwewAbruzzo, delimitata dal corso del fiume mwfaTevere a sud-ovest, dal mwfqfiume Nera a nord-ovest, dagli mwfgAppennini a nord-est e dal fiume mwfwAniene e dal mwgaCicolano a sud-est,cite-ref-1[nota 1] attraversata dall'antica mwhqvia Salaria (oggi mwhgSS4 Salaria).

Contents

Storia
Stemma
Musica
Note
Fonti

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Territorio

La regione anticamente abitata dai Sabini si sviluppa sull'asse sud-ovest-nord-est a partire dal mwlwTevere e fino allo spartiacque appenninico con le mwmaMarche:

«La Sabina, a partire dalla confluenza dell'

Aniene

con il

Tevere

, si svolge come elegante vaso, tra l'Umbria e il Lazio, e poi, fra gli

Appennini

, spingendosi fino a

Norcia

ed

Accumoli

, le due ultime città di sua pertinenza»


Questa accezione della Sabina comprende un ampio territorio, oggi amministrato da circa novanta comuni divisi in quattro regioni:

• Lazio, con tutta l'odierna provincia di Rieti tranne il mwoqCicolano,cite-ref-3[nota 2] e svariati comuni della Città metropolitana di Roma (mwpgSabina romana), tra la riva sinistra del mwpwTevere e la riva destra dell'mwqaAniene (odierni comuni di mwqqMontorio Romano, mwqgMontelibretti, mwqwMoricone, mwraMonteflavio, mwrqNerola, mwrgGuidonia Montecelio, mwrwFonte Nuova, mwsaMarcellina, mwsqMentana, mwsgMonterotondo, mwswMontorio Romano, mwtaPalombara Sabina, mwtqSant'Angelo Romano, mwtgSan Polo dei Cavalieri, nonché alcune aree estreme del comune di Roma).cite-ref-4[nota 3]cite-ref-5[2]. Anche la Valle del rio Licenza rientra in quel territorio, dominato dai mwvwMonti Lucretili e delimitato dalla sponda destra del fiume Aniene, tradizionalmente indicato come Sabina, includendo gli attuali comuni di mwwaLicenza, mwwqPercile, mwwgRoccagiovine e mwwwVicovaro;cite-ref-6[3]cite-ref-7[4]cite-ref-8[5]

• Umbria meridionale, con alcuni comuni a sinistra del fiume mwagNera (mwawCascia, mwbaNorcia - l'antica Nursia -, mwbqMonteleone di Spoleto, mwbgPreci fino a mwbwMonti Sibillini);
• mwcqAbruzzo: l'alta mwcgValle dell'Aterno (area dell'antico municipio di Forum Decii: odierni comuni aquilani di mwdaCampotosto, mwdqCapitignano, mwdgMontereale)cite-ref-asciatopo-altervista-org-9-0[6] fino almwewl'Aquila (area limitrofa all'antica città di Amiternum: frazioni di mwfaSan Vittorino, mwfqCoppito, mwfgPettino e limitrofe nel comune de L'Aquila, e i comuni di mwfwBarete, mwgaCagnano Amiterno, mwgqLucoli, mwggPizzoli, mwgwScoppito, mwhaTornimparte, tutti in mwhqProvincia dell'Aquila). Alcune aree interne del teramano potrebbero essere ricomprese nel territorio dei Sabini, per il ritrovamento di alcune stele epigrafiche sepolcrali rinvenute nella media ed alta valle del fiume Vomano - a Cermignano e a Penna Sant'Andrea - e nella media valle del fiume Tordino, a Bellante, che in scrittura sud-picena definiscono l'appartenenza dei cippi funerari al popolo dei "Safinim".
• mwhwMarche, con una piccola area al confine con l'Umbria, in mwiaProvincia di Macerata, afferente al bacino idrografico del Nera (comuni di mwiqCastelsantangelo sul Nera, mwigUssita e mwiwVisso, compresi in età augustea sotto il municipio di mwjaNursia).cite-ref-asciatopo-altervista-org-9-1[6]

Con il medioevo e l'epoca moderna il territorio della Sabina perse la propria unità e fu diviso nel suo cuore dal confine tra mwkgStato della Chiesa, che controllava mwkwRieti e la parte a sud-ovest, e mwlaRegno di Napoli, che controllava mwlqCittaducale e la parte a nord-est. Se quest'ultima parte formò il mwlgdistretto di Cittaducale e fu assimilata all'mwlwAbruzzo, quella in territorio pontificio invece continuò a livello amministrativo ad essere chiamata Sabina (nonostante escludesse i territori anticamente parte della Sabina ed all'epoca in mano ai mwmaBorboni), causando una parziale modifica del significato del termine, che in questa accezione esclude tutta l'alta valle del mwmqVelino e l'mwmgamatriciano ed indica un territorio dello mwmwStato Pontificio dai confini piuttosto variabili, esteso da mwnaRieti e mwnqValle del Turano fino al mwngTevere e Anienecite-ref-10[7].

La riunione politica dei territori sabini avvenne solo nel 1927, con l'istituzione della mwpaprovincia di Rieti che però escludeva la Sabina romana (nonché - ovviamente - i territori dove nel frattempo erano sorte e si erano sviluppate le città di mwpqL'Aquila e mwpgTerni) ed al contrario includeva la mwpwvalle del Salto ed il mwqaCicolano che storicamente è più affine alla mwqqMarsica.

La Sabina è attraversata dai mwqwmonti Sabini, che la dividono in mwraAlta Sabina (mwrqRieti, la parte a nord-est, la Sabina umbra ed abruzzese) e mwrgBassa Sabina (la parte a sud-ovest e la Sabina romana)cite-ref-treccani-online2-11-0[8]; questa divisione è ripresa anche dall'organizzazione territoriale ecclesiastica, che divide la Sabina nella mwswdiocesi di Rieti (alta Sabina e mwtaCicolano) e mwtqdiocesi di Sabina-Poggio Mirteto (bassa Sabina e Sabina romana), ad eccezione per il comune di mwtgVacone che rientra nel territorio della mwtwDiocesi di Terni-Narni-Amelia, e da quella dell'infrastruttura telefonica (mwuaprefissi mwuq0746 e mwug0765).

Attualmente il mwvacoronimo è talvolta usato impropriamente per connotare l'intera mwvqprovincia di Rieti, che per quanto detto sopra non rappresenta appieno né la Sabina antica (che è più estesa e non include il Cicolano), né la Sabina divisione amministrativa pontificia (che non includeva né il Cicolano né l'alta valle del Velino).

Ancor più improprio è il suo uso per indicare un'area pianeggiante su ambo le sponde del Tevere tra le province di Rieti e Roma (escludendo non solo Rieti e l'alta Sabina, ma anche quei comuni della Bassa Sabina arroccati sui monti tra Rieti ed il Tevere), per fare riferimento ad un'area ben collegata a Roma (autostrada, ferrovia) oggetto negli ultimi anni di notevole sviluppo economico ed immigrazione da Roma, in controtendenza al resto della Sabina vera e propria.cite-ref-treccani-online2-11-1[8]cite-ref-12[9].

Storia

Secondo mwzgDionigi di Alicarnasso, i primi abitatori della regione, che in seguito sarebbe stata identifica come Sabina, furono gli mwzwAborigenicite-ref-13[10], che vi fondarono diverse città, in gran parte di difficile collocazione, tra le quali la capitale mw1aLista (forse localizzata nel territorio di Cittaducale, distrutta dai Sabini provenienti da mw1qAmiternum).cite-ref-14[11]cite-ref-15[nota 4]

Dionigi narra come il territorio abitato dagli Aborigeni venne conquistato dai mw4wSabini: a questo popolo si deve la fondazione di molti centri, il più importante dei quali era mw5aCures.cite-ref-16[nota 5]

I primi contatti dei Sabini con mw7gRoma si perdono nella leggenda, anche se è certo che Romani e Sabini furono per lungo tempo in perenne guerra reciproca e che tra i due popoli sia avvenuta una compenetrazione, tanto che da un certo momento i Sabini si insediarono sul colle mw7wQuirinale, contribuendo notevolmente alla crescita ed al rafforzamento di Roma.

La leggenda del mw-aratto delle Sabine fa risalire i rapporti tra i due popoli immediatamente dopo la fondazione di Roma, quando mw-qRomolo, in cerca di alleanze e di donne con cui popolare la città, rapì con l'inganno le donne dei mw-gSabini scatenando la guerra fra Roma e i popoli vicini, dei quali solo i Sabini rimanevano invincibili. La mw-wbattaglia del lago Curzio fu interrotta solo quando le donne rapite si gettarono fra le armi dei contendenti, imponendo la tregua fra Romolo e mw-aTito Tazio e la nascita di una collaborazione fra i due popoli. Secondo una versione più prettamente storica, fu la continua ricerca di pascoli di pianura che spinse i Sabini a premere sul territorio di Roma e ad insediarsi sul Quirinale.

Ad ogni modo i Sabini, annoverati nella mw-gtribù romana dei mw-wTities, espressero due Re di Roma (mwaqaNuma Pompilio e mwaqeAnco Marzio) e diedero origine ad alcune tra le mwaqigens romane più antiche (mwaqmCurtia, mwaqqPompilia, mwaquMarcia, mwaqyClaudia, mwaqcValeria e mwaqgHostilia).

Nonostante coabitassero all'interno delle stesse mura, nel corso dei secoli rimasero forti i contrasti tra Romani e Sabini, e sono numerose le guerre ed azioni militari degli uni contro gli altri, conflitti vinti perlopiù dai romani. Il territorio del futuro municipio di Forum Novum, nella Sabina tiberina, fu conquistato nel 303 a.C e iscritto successivamente alla tribù Crustumina. Il resto della Sabina fu definitivamente assoggettata a Roma nel 290 a.C dopo la vittoria di Sentino del 295 a.C.cite-ref-17[12] per opera del console mwarmManio Curio Dentato. Alla popolazione Sabina fu offerta la mwarqcittadinanza romana senza diritto di voto, ma già nel mwaru268 a.C. gli fu concessa la cittadinanza romana con l'inclusione in due nuove tribù, la mwaryQuirina e la Velina. Al console Manio Curio Dentato si deve anche la bonifica dell'antico mwarcmwarglacus Velinus, operata facendo confluire le acque nel vicino mwarkfiume Nera e dando così vita alla mwarocascata delle Marmore, che permise la coltivazione sull'ampia pianura fertile della mwarsPiana Reatina.

Nella divisione mwar0augustea dell'mwar4Italia fu compresa nella mwar8Regio IV, il mwasaSannio, divisa in sette municipi secondo Plinio: Forum Novum, Cures, Trebula Mutuesca, Reate, Forum Decii, Amiternum e Nursia cite-ref-18[13]cite-ref-32-19-0[14]cite-ref-42-20-0[15]

Ai Romani si deve la fondazione di diverse cittàcite-ref-21[nota 6] e numerose ville.cite-ref-22[nota 7]cite-ref-32-19-1[14]cite-ref-42-20-1[15]cite-ref-23[16]cite-ref-2-24-0[17]

Con la riforma amministrativa di Diocleziano, la Sabina entrò a far parte della mwaucprovincia Valeria.

Nel mwaukMedioevo, il territorio venne diviso: una parte, conquistata dai Longobardi, venne annessa al mwauoDucato di Spoleto, la parte restante (corrispondente all'odierna Sabina romana) rimase soggetta al mwausDucato Romano.

Con la nascita dello mwau0Stato della Chiesa, fu per un periodo governata direttamente dal mwau4pontefice, in seguito affidata a famiglie nobiliari, che istituirono diverse divisioni territoriali, fra le quali la Contea di Sabina e il mwavapatrimonium Sabinense. La mwaveprovincia pontificia della Sabina risale ufficialmente al mwavi1605, con sede dei rettori a mwavmCollevecchio, durante il pontificato di mwavqPaolo V (mwavu1605-mwavy1621), che riprese il controllo diretto sul suddetto territorio.

• PAULUS V P.MAX/PROVINC.SAB IN GUBERN. ERETICA/JO ANT. MAXIMO V.S.R. PRAEFECTUS / FORUM APTAN. CARCERES/COSTRUEND. MANDAVIT/A. D. MDCV
• mwavoPaolo V Pont. Mass/ dopo la costruzione della provincia sabina, ordinò al governatore Giovanni Antonio Massimo di organizzare le carceri e il tribunale. Nell'anno del signore 1605.

Con il mwawariordino delle Circoscrizioni Provinciali varato nel 1927, nel tentativo di ridare unità alla Sabina, il mwawegoverno Mussolini istituì 17 nuove province tra cui la mwawiprovincia di Rieti. La nuova provincia fu ottenuta unendo il territorio del mwawmcircondario di Rieti (che era stato parte della mwawqprovincia di Perugia dall'mwawuunità d'Italia fino al 1923, e in quel momento era parte della mwawyprovincia di Roma) con il territorio dell'ex mwawccircondario di Cittaducale (già parte della mwawgprovincia di Aquila degli Abruzzi); restarono esclusi da questa nuova provincia i comuni della Sabina romana, nonché i territori anticamente afferenti alle città di Amiternum e Nursia.

Stemma

Lo stemma della provincia sabina, le cui prime testimonianze risalgono al mwaww1600, si presentava di color mwaw0verde con una mwaw4sbarra di color mwaw8argento riportante tre gruppi di tre anelli intrecciati; è all'origine dell'odierno stemma della mwaxaprovincia di Rieti.

Musica

La Sabina Romana è stata per parecchi anni luogo di residenza di moltissimi artisti di fama internazionale sia per la bellezza del territorio che per lo spostamento in Via Tiburtina della sede della Casa Discografica mwaxqRCA Italia. Alcuni musicisti, compositori, parolieri, cantanti dopo la crisi della RCA e l'acquisizione da parte di mwaxuBMG Ariola hanno preferito trasferirsi altrove, ma molti sono rimasti sul territorio.

Una figura del mondo della musica legata al territorio della Sabina, e precisamente mwaxcPoggio Bustone, è mwaxgLucio Battisti.

Tra le iniziative musicali attive nel territorio si segnala il Fara Music Festival, rassegna dedicata al jazz che si svolge a Farfa di Fara in Sabina.cite-ref-25[18]

Il gruppo de mwayaI ratti della Sabina ha fatto un punto d'orgoglio la provenienza dalla Sabina, spesso cantando in dialetto e narrando storie e leggende della loro terra. Anche il gruppo mwayeArea765 deve il nome al prefisso telefonico mwayi0765 della bassa Sabina, marcando ancora il legame con la terra di provenienza.

Economia e società

La Sabina, se riunita, ospita al 31 dicembre 2021 205 994 abitanti, di questi l'11,3% è composta da giovani (0-14 anni), il 62,7% da adulti (15-64 anni) e il 25,8% da anziani (più di 65 anni). Il territorio si estende per 2747 km quadrati e ha un Prodotto Interno Lordo nominale stimato al 2021 di circa 5,4 miliardi di Euro (26350 euro pro capite), equivalenti a 6,4 miliardi di dollari cite-ref-5-26-0[19]. L'economia sabina si basa ancora molto sull'agricoltura (famosa è la sua produzione di olio d'oliva DOP) che occupa il 4,3% del totale del valore aggiuntocite-ref-5-26-1[19], sull'estrazione di legno e minerali non ferrosi, e spinge molto sul settore turistico e dei servizi in generale, mentre è poco sviluppato il settore manifatturiero ed energetico. Ciononostante i territori sabini sono attraversati da innumerevoli corsi d'acqua che alimentano innumerevoli centrali idroelettriche (come quelle di Salisano, Posta, Cittaducale e Amatrice); al 2021 nel complesso il 75% dell'energia prodotta (approssimativamente 690 GWh annui) deriva da fonti rinnovabilicite-ref-27[20]. Il tasso di occupazione è al 58,8%, La disoccupazione è al 9,9%cite-ref-28[21].

Note

Esplicative

cite-note-1nota 1. Il confine tra la Sabina e il Cicolano non è mai stato del tutto univoco; oggi si tende ad includere nella Sabina l'intera Valle del Turano: seguendo questa linea, nel 1873 si scelse di aggiungere l'aggettivo "Sabino" alla denominazione ufficiale del comune di mwaz4Varco, situato sui mwaz8monti Carseolani, tra la Valle del Turano e la Valle del Salto.
cite-note-3nota 2. L'area comprende: mwaammwaaqi comuni di mwaauFara in Sabina, mwaayScandriglia, mwaacCastelnuovo di Farfa, mwaagPoggio Nativo, mwaakToffia, mwaaoFrasso Sabino, mwaasCasaprota, mwaawMompeo, mwaa0Montenero Sabino (area pressappoco coincidente con l'antico municipio di mwaa4Cures); mwaa8i comuni di mwabaLeonessa, mwabeAmatrice, mwabiBorbona, mwabmPosta, mwabqAccumoli, mwabuCittareale (area pressappoco coincidente con l'antico municipio di Forum Decii); mwabci comuni di mwabgPoggio Mirteto, mwabkMontopoli di Sabina, mwaboMagliano Sabina, mwabsForano, mwabwStimigliano, mwab0Cantalupo in Sabina, mwab4Collevecchio, mwab8Tarano, mwacaPoggio Catino, mwaceCasperia, mwaciTorri in Sabina, mwacmSelci, mwacqMontebuono, mwacuMonte San Giovanni in Sabina, mwacyRoccantica, mwaccCottanello, mwacgSalisano, mwackMontasola, mwacoVacone (area pressappoco coincidente con l'antico municipio di mwacsForum Novum); mwacwi comuni di mwac0Rieti, mwac4Cittaducale, mwac8Contigliano, mwadaCantalice, mwadeAntrodoco, mwadiPoggio Bustone, mwadmGreccio, mwadqCastel Sant'Angelo, mwaduRivodutri, mwadyBorgo Velino, mwadcBelmonte in Sabina, mwadgColli sul Velino, mwadkLabro, mwadoMorro Reatino, mwadsMicigliano (area pressappoco coincidente con il municipio romano di mwadwReate); mwad0i comuni di mwad4Poggio Moiano, mwad8Torricella in Sabina, mwaeaMonteleone Sabino, mwaeeRocca Sinibalda, mwaeiLongone Sabino, mwaemPoggio San Lorenzo, mwaeqOrvinio, mwaeuColle di Tora, mwaeyPozzaglia Sabina, mwaecCastel di Tora, mwaegAscrea, mwaekPaganico Sabino (area pressappoco coincidente con l'antico municipio di mwaeoTrebula Mutuesca). mwaeshttp://www.asciatopo.altervista.org/geo_samnium.html
cite-note-4nota 3. In quest'area si produce mwae8l'olio extravergine di oliva della Sabina D.O.P.
cite-note-15nota 4. Di seguito gli altri centri aborigeni elencati da Dionigi: mwafmSuna (forse nei pressi dell'odierna mwafqToffia), mwafuSuesbola (forse presso Monte Calvo, nel comune di mwafyScandriglia), mwafcMefula (forse presso l'Abbazia di S. Martino, nel comune di Fara Sabina), mwafgOrvinium (localizzato nel territorio di Montopoli in Sabina e non nell'odierno comune di Orvinio), mwafkTrebula (la romana mwafoTrebula Mutuesca, presso l'odierno Monteleone Sabino), mwafsTiora (Colle di Tora), mwafwCutilia (presso Paterno di Castel Sant'Angelo), mwaf0Marruvium (da non confondere con Marruvio dei Marsi), mwaf4Batia (identificata nei pressi dell'attuale mwaf8Vazia, comune di Rieti), mwagaPalatium (presso Belmonte in Sabina), mwageCarsula (presso Rivodutri), mwagiIssa (ovvero Montisola, nel comune di Contigliano).
cite-note-16nota 5. Segue un elenco di centri abitati sabini con tra parentesi la localizzazione: Eretum (Casacotta di Montelibretti, in precedenza erroneamente localizzato nel comune di Monterotondo); Regillum (Moricone); Casperia (forse nel territorio della moderna Casperia); Fanum Vacunae (Vacone), Aqua Viva (Acquaviva, Cottanello), Forum Iani (Forano), Reate (Rieti), Septem Aquae (Ponte Crispolti, Rivodutri), Forum Decii (Bacugno, Posta), Ad Martis (nel territorio di Amatrice lungo la via Salaria), Moronea (Montereale), Predii Cosani (Accumuli), Summa Villarum (Amatrice), Testruna (Scoppito), Lavaretum (Barete), Nursia (Norcia, l'antico centro arriverà ad estendersi per trentuno ettari) e Cursula (Cascia).
cite-note-21nota 6. Ad Novas/Vicus Novus (Osteria Nuova, Poggio Moiano), Farfarus (Castelnuovo di Farfa), Interocrum/Interocrea (Antrodoco), le terme di Vespasiano (Caporio, Cittaducale), Foruli (Civitatomassa, Scoppito), Forum Novum (centro di commerci esteso su quattro ettari di terreno situato a Vescovio, Torri in Sabina)
cite-note-22nota 7. la villa romana di Nerone a Nerola, villa di Grotte di Torri (Fara Sabina), villa di Monte Calvo (Scandriglia), villa di Scandillianus (Scandriglia), villa romana di Montelibretti, villa rustica di Mompeo, Catiliano (Frangellini, Magliano Sabina), villa di Colle Grignano (Montebuono), villa di Colle Rosetta (Foglia, Magliano Sabina), villa di Collesecco (Cottanello), villa di Fianello (Montebuono), villa di Fornaci (Forano), villa di Sabinianus (Gavignano, Forano), villa di Grottoni di S. Donato (Montebuono), villa di Paranzano (Casperia), villa di Poggio Sommavilla (Poggio Sommavilla, Collevecchio), villa di Ponti Novi / Tulliano (Magliano Sabina), villa di Santa Maria in Legarano (Casperia), villa di San Sebastiano (Foglia, Magliano Sabina), villa di San Valentino (Poggio Mirteto), villa di Santo Stefano (Vacone), villa di Tulliano (Selci), villa di Septimilianus (Stimigliano), villa romana di Poggio Catino, villa romana di Bocchignano, villa romana di Orvinio, villa di Quinto Assio (Colli sul Velino), villa di Ponte Capo D'Acqua (Rieti), Villa di Tito (Paterno, Castel Sant'Angelo), villa di Quintilianus (Contigliano), le ville di Collonere, Grotta di Cammaroni, Santo Stefano-Ponzano, Villa Bella.

Fonti

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Bibliografia

• mwasaElio Augusto Di Carlo, mwaseI Castelli della Sabina: dalla caduta dell'Impero Romano all'unità d'Italia; memorie storiche, vita sociale, economica ed amministrativa tratte dagli archivi locali ed in particolare dall'archivio del castello di Cantalupo in Sabina, 1998.
• mwasmMario Polia. mwasq"Mio padre mi disse. Tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina" Il Cerchio, Rimini, 2002

Voci correlate

• mwasgMonti Sabini
• mwas4Sabini
• mwatiPiana Reatina
• mwatqCicolano
• mwatyCiociaria

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itSabina, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.